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Certificato Krumiri 2009

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Feb2010 08

Farina, burro, uova fresche, zucchero e vaniglia. Tutto qui. Questi cinque semplicissimi ingredienti costituiscono il vero segreto dei veri «Krumiri di Casalmonferrato», inventati nel 1878 dal pasticciere casalese Domenico Rossi che ne ottenne il brevetto regio di Sua Maestà Umberto I re d’Italia nel marzo 1891, preceduto da altri due analoghi nobili riconoscimenti: nel 1885 da parte della Casa di Sua Altezza il Duca di Aosta e, l’anno successivo, dalla Casa di Sua Altezza il duca di Genova.

Oggi si preparano con la stessa segretissima ricetta di allora e sono confezionati nella scatola di latta rossa e oro, decorata, oltre che con gli stemmi reali, anche con la riproduzione del busto di Domenico Rossi.
Il segreto è stato anche ben custodito perché, in 130 anni, soltanto tre famiglie se lo sono trasmesse: da Rossi passò ad Angelo Ariotti e, quindi, ai Portinaro. Ercole Portinaro rilevò il brevetto nel 1953, poi la tradizione fu portata avanti dal figlio Romolo e dalla nuora Dorotea; a tutt’oggi, ci sono la nipote Anna Maria Portinaro con il marito Carlo Molghea.

La produzione è nel laboratorio della città vecchia, allo stesso modo in cui aveva cominciato Domenico Rossi. Poiché l’impasto non si ammorbidisce con l’acqua, i biscotti devono essere forgiati a mano e curvati a uno a uno secondo la forma «dei baffi a manubrio del re Vittorio Emanuele», cui sarebbero ispirati secondo la leggenda. Lo straordinario risultato è che di un milione e mezzo di Krumiri prodotti ogni anno non ce n’è uno uguale all’altro! Dal laboratorio Portinaro esce oggi una speciale produzione di Krumiri «kasher», certificati dal rabbino Itzahk David Maralit. Non contengono lievito e sono preparati con ingredienti ammessi alla tavola ebraica. A tal proposito, c’è chi dice che la parola Krumiro, nasca dal lemma Krumm, che in lingua tedesca e per derivazione in yiddish, vuol dire storto, piegato, ricurvo. Una tesi che trova sostegno in due principali argomenti. Il primo è l’origine Askenazita della comunità ebraica locale, e questo molti anni prima della venuta a Casale di ebrei spagnoli in fuga da Isabella e dall’inquisizione. E l’altra dalla ricetta delle Mattzot, dolci di Pesach, preparati senza lievito e di sezione cilindrica, tipici della pasqua ebraica casalese. Farina, burro, uova fresche, zucchero e vaniglia. Tutto qui.

Questi cinque semplicissimi ingredienti costituiscono il vero segreto dei veri «Krumiri di Casalmonferrato»,inventati nel 1878 dal pasticciere casalese Domenico Rossi che ne ottenne il brevetto regio di Sua Maestà Umberto I re d’Italia nel marzo 1891, preceduto da altridue analoghi nobili riconoscimenti: nel 1885 da parte della Casa di Sua Altezza il Duca di Aosta e, l’anno successivo, dalla Casa di Sua Altezza il duca di Genova.Oggi si preparano con la stessa segretissima ricetta di allora e sono confezionati nella scatola di latta rossa e oro, decorata, oltre che con gli stemmi reali, anche con la riproduzione del busto di Domenico Rossi.Il segreto è stato anche ben custodito perché, in 130 anni, soltanto tre famiglie se lo sono trasmesse: da Rossi passò ad Angelo Ariotti e, quindi, ai Portinaro. Ercole Portinaro rilevò il brevetto nel 1953, poi la tradizione fu portata avanti dal figlio Romolo e dalla nuora Dorotea; a tutt’oggi, ci sono la nipote Anna Maria Portinaro con il marito Carlo Molghea.La produzione è nel laboratorio della città vecchia, allo stesso modo in cui aveva cominciato Domenico Rossi. Poiché l’impasto non si ammorbidisce con l’acqua,i biscotti devono essere forgiati a mano e curvati a uno a uno secondo la forma«dei baffi a manubrio del re Vittorio Emanuele», cui sarebbero ispirati secondo la leggenda. Lo straordinario risultato è che di un milione e mezzo di Krumiri prodotti ogni anno non ce n’è uno uguale all’altro!Dal laboratorio Portinaro esce oggi una speciale produzione di Krumiri «kasher», certificati dal rabbino Itzahk David Maralit. Non contengono lievito e sono preparati con ingredienti ammessi alla tavola ebraica. A tal proposito, c’è chi dice che la parola Krumiro, nasca dal lemma Krumm, che in lingua tedesca e per derivazione in yiddish, vuol dire storto, piegato, ricurvo. Una tesi che trova sostegno in due principali argomenti. Il primo è l’origine Askenazita della comunità ebraica locale, e questo molti anni prima della venuta a Casale di ebrei spagnoli in fuga da Isabella e dall’inquisizione. E l’altra dalla ricetta delle Mattzot, dolci di Pesach, preparati senza lievito e di sezione cilindrica, tipici della pasqua ebraica Scarica il certificato Krumiri 2009 >> casalese.

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